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Tancredi Turco

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II COMMISSIONE GIUSTIZIA COMITATO PER LA LEGISLAZIONE CONSIGLIO DI GIURISDIZIONE COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA
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  • L'ABUSO DELL'ART. 403 C.C. PER ALLONTANARE I MINORI DAI GENITORI
  • L'ABUSO DELL'ART. 403 C.C. PER ALLONTANARE I MINORI DAI GENITORI

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    In un articolo apparso sul Resto del Carlino dell'11 maggio 2016 si citava l'odissea di una madre a cui i servizi sociali di Ferrara  avevano tolto due bambini nel dicembre 2015.

    In particolare, il tribunale di Ferrara, dopo una separazione coniugale nel luglio 2013, disponeva l'allontanamento del padre dalla casa coniugale e l'affidamento esclusivo dei figli alla madre.

    Il rapporto tra la madre ed i servizi sociali che seguivano la situazione, dapprima è stato molto positivo, dopo due anni dalla separazione, invece, un cambio di assistente sociale provocava inspiegabilmente la richiesta, al tribunale dei minorenni di Bologna, per l'allontanamento da casa dei minori.

    Sebbene il tribunale non si fosse ancora espresso, nel dicembre 2015 il servizio sociale effettuava un allontanamento forzato ex articolo 403 cod.civ. motivandolo in maniera generica: «Visto che la situazione familiare presenta caratteristiche che fanno presupporre elementi di forte pregiudizio».

    Ricordiamo che invece, per l'allontanamento forzato dei minori dai genitori dovrebbero rilevare elementi di certezza assoluta poiché l'allontanamento di un minore dalla famiglia è solo l'extrema ratio dopo aver espletato tutti i tentativi per evitarlo, cosa che, nel nostro caso, non è stata fatta.

    Il tribunale dei minorenni di Bologna, pochi giorni dopo, ha stabilito comunque l'allontanamento dei bambini dalla mamma con l'unica motivazione che la donna è: «una persona emotivamente fragile ed in difficoltà», sebbene la madre stessa in sede di controllo psico-diagnostico presso la ASL di Ferrara fosse stata riconosciuta esente da psicopatologie.

    Nel nostro caso il tribunale ha disposto l'affidamento esclusivo ai servizi sociali, collocando i minori dalla zia del marito, e stabilendo che i servizi sociali dovessero «regolamentare i rapporti con entrambi i genitori secondo tempi e modalità rispondenti all'interesse dei minori, con facoltà di non avviare gli incontri o di sospenderli se disturbanti» contrariamente alla legge n. 184 del 1983 emendata dal decreto legislativo n. 149 del 2001, articolo 4, comma 3, che impone al tribunale: «Nel provvedimento di affidamento familiare devono essere indicate (...) le modalità attraverso le quali i genitori e gli altri componenti il nucleo familiare possono mantenere i rapporti con il minore».
     
    Tale inosservanza di legge del tribunale concretamente autorizza il servizio sociale ad impedire alla mamma di vedere la figlia ormai dal mese di marzo del 2016 consentendo nella più piena arbitrarietà del servizio sociale le visite all'altro bambino con cadenze quindicinali.

    L'art. 403 cod. civ. consente perciò, nella prassi, ai servizi sociali di sostituirsi ai tribunali.

    Ci si chiede se queste decisioni siano state prese nella piena consapevolezza della tutela dei diritti e della salute dei minori e tenendo conto dei probabili futuri gravi danni conseguenti all'allontanamento dei minori dalle famiglie d'origine.

    Interroghiamoci, altresì, se nel nostro Paese possiamo consentire che vi siano delle delicatissime aree della vita dei minori che risultano sostanzialmente non regolamentate e soggette alle decisioni di singoli individui che possono agire al di fuori dei provvedimenti giurisdizionali.

    Su questo caso ho proposto una interrogazione al Ministro della Giustizia.

    Qui il link al testo dell'interrogazione

    Qui il file dell'articolo del Resto del Carlino del 11 maggio 2016

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