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Tancredi Turco

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  • IMPEDIAMO L'IMPORTAZIONE DEL "FOIS GRAS"
  • IMPEDIAMO L'IMPORTAZIONE DEL "FOIS GRAS"

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    L’alimentazione forzata di oche ed anatre, praticata in alcuni paesi quali Belgio, Bulgaria, Spagna e in massima concentrazione in alcune zone della Francia attraverso la sovralimentazione dei volatili provoca in questi lo sviluppo di una patologia del fegato chiamata steatosi epatica: il fegato, dovendo processare quantità di cibo superiori alla media, "ingrassa" e si ingrossa a dismisura sino ad assume un colorito giallastro.

    E’ proprio dal fegato delle oche e delle anatre sovralimentate che si estrae il “fois gras”, letteralmente "fegato grasso", considerato una prelibatezza nella cucina francese ed internazionale.

    La produzione di fois gras sfrutta la propensione di questi volatili a sovralimentarsi spontaneamente in alcuni periodi dell’anno, precedenti alle lunghe migrazioni che gli animali selvatici di queste specie compiono annualmente.

    Per la produzione industriale gli animali sono sovralimentati forzatamente per mezzo di un tubo che viene inserito nell’esofago e che inietta direttamente nello stomaco grandi quantità di cibo e acqua, variabili da 250 a 1000 grammi al giorno, per favorire l’ingrasso del volatile e lo sviluppo della patologia epatica che consente l’ingrossamento del fegato. Questo metodo è conosciuto con il nome di “gavage”.

    Nelle operazioni di alimentazione forzata l'inserimento e l'estrazione del tubo possono danneggiare le pareti della gola e dell'esofago, producendo irritazioni e ferite ed esponendo il volatile a rischi di infezioni anche mortali. Inutile dire che queste pratiche constituiscono torture crudeli e disumane nei confronti degli animali.

    In ambito europeo sono state adottate normative sul benessere animale che vorrebbero porre dei limiti a tali pratiche.

    In particolare il Consiglio d’Europa prevede che i paesi che consentono la produzione di foie gras abbiano l'obbligo di sostenere la ricerca sui suoi aspetti salutistici e sui metodi alternativi che non implicano il “gavage”, ciò almeno finché non saranno disponibili nuove prove scientifiche sui metodi alternativi e i loro aspetti salutistici, e la produzione di foie gras dovrà essere condotta soltanto dove essa è pratica comune e quindi soltanto in accordo con la legislatura locale vigente.

    In sostanza si consente comunque la produzione con questi metodi crudeli nei paesi dove è “pratica comune” quindi nelle regioni dove questa viene praticata da anni.

    D’altro canto sono molti i paesi europei nei quali la produzione è vietata: Danimarca, Germania, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Svizzera, Polonia, Olanda e Regno Unito. Anche in Italia è vietata la produzione ma è comunque consentita la vendita del prodotto.
    E' tuttavia auspicabile per contenere la produzione e porre fine a tali trattamenti inutilmente crudeli prevedere che non si possano vendere o commercializzare i prodotti ottenuti per mezzo di tali pratiche.

    Sto studiando una proposta di legge in tal senso che consenta di travalicare il pilastro comunitario della libera circolazione delle merci in UE per bloccare l'importazione del fois gras prodotto all'estero, utilizzando un’ipotesi di deroghe rappresentata dall’art. 36 TFUE che consente al singolo stato membro di porre divieti, restrizioni all’importazione, all’esportazione e al transito di merci, qualora queste misure nazionali siano giustificate da motivi di: moralità pubblica, ordine pubblico, sicurezza pubblica, tutela della salute e della vita delle persone e degli animali.

    Parallelamente, potrebbe essere una soluzione incentivante, per gli allevatori che vogliano convertire la loro produzione, adottare delle forme di agevolazione per coloro che attuano un allevamento eco-compatibile e anche sovralimentando i volatili ma ciò facendo senza alimentazione forzata, quindi nel rispetto del benessere degli animali.

    Vi aggiornerò a breve sull’argomento.

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