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Tancredi Turco

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  • Nuovo naufragio nel Mediterraneo. Si stimano oltre 700 morti

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    Nelle ultime ore sarebbero morti per il rovesciamento di un’imbarcazione stracarica oltre 700 migranti. I numeri devono ancora essere verificati e sino al ritrovamento del relitto o dei corpi dei migranti annegati non si potrà fare un bilancio complessivo.

    Ciò che più spaventa, oltre a 24 corpi recuperati senza vita, sono i racconti dei 28 migranti salvati dalla Guardia Costiera, secondo i quali il barcone naufragato avrebbe potuto trasportare 700 persone o forse 950.
    La Guardia Costiera ha confermato che il peschereccio naufragato era capace di portare "diverse centinaia di persone" ed era "sovraccarico di migranti", avvalorando l’ipotesi del più grave naufragio avvenuto nel Mar Mediterraneo dalla Seconda Guerra Mondiale.

    I soliti scafisti senza scrupoli, per portare a termine un lucroso “affare”, hanno caricato oltre ogni limite l’imbarcazione poi capovoltasi, e, dai racconti dei superstiti, si apprende che molti occupanti erano stati chiusi nella stiva ed i portelloni bloccati per evitare che uscissero nel corso della navigazione. Per accertare questi fatti è stata aperta un’indagine dalla Procura di Catania.

    Era appena di due giorni addietro la notizia di una lite tra migranti, nata nel corso della navigazione: 12 migranti cristiani, nigeriani e ghanesi, sarebbero stati gettati fuori bordo da parte di una quindicina di passeggeri, di nazionalità ivoriana, senegalese, maliana e della Guinea Bissau, di religione musulmana, proprio a causa dell'appartenenza al diverso credo religioso.
    Sono 14, infatti, i migranti accusati di omicidio plurimo aggravato dall'odio religioso, per i quali è stato convalidato lo stato di fermo a Palermo.

    Gli ultimi dati governativi stimano in quasi un migliaio di unità, gli scafisti che sarebbero stati assicurati alla giustizia, dalle forze di polizia italiane, ma è necessario uno sforzo ancora più grande per debellare queste organizzazioni di trafficanti di esseri umani che guadagnano sulla disperazione altrui.

    Il continuo susseguirsi di viaggi di disperati, su carrette del mare appena in grado di galleggiare, provoca da anni numerose morti che si potrebbero evitare se si affrontasse il problema coordinando più azioni.

    In primis sarebbe opportuno incidere più significativamente sulla repressione delle organizzazioni criminali che trafficano in esseri umani al fine sia di limitare il fenomeno di questi pericolosissimi viaggi via mare, sia di sottrarre risorse economiche alle stesse organizzazioni.

    Da un altro lato si deve attuare un più ampio impegno di Frontex volto ad incrementare la partecipazione dei Paesi europei al programma di pattugliamento aero-navale del mar Mediterraneo, “Triton”, che in assenza di un’azione europea unitaria rischia di rivelarsi, altrimenti, inefficace.

    Infine, serve una adeguamento delle normative UE per i richiedenti asilo per motivi umanitari, e per fronteggiare in modo coordinato a livello europeo l’incremento progressivo di tali forme di migrazione, complice anche l’aggravarsi della situazione mediorientale, con i conflitti in Siria ed Iraq, ed, in area mediterranea, il conflitto civile in Libia, che costituisce terreno fertile per le organizzazioni criminali che organizzano i viaggi della speranza via mare arricchendosi via via sempre di più.

    Le norme contenute nel regolamento UE Dublino III n. 604/2013, non sono già più in grado di affrontare le attuali criticità, dovute alla forte spinta migratoria che si rivolge verso l’UE attraverso le coste meridionali dell’Italia, il meccanismo contenuto nel regolamento citato, infatti, impedisce agli immigrati, qualora questi vengano identificati in Italia, di lasciare il nostro Paese.

    Questo fenomeno migratorio, per le proporzioni che ha assunto, è evidente che non possa più essere gestito in modo efficiente solo dalle forze e risorse italiane, né appare possibile continuare a demandare il soccorso dei migranti in mare alla Guardia Costiera ovvero ai pescherecci che, passando in zona, vengono obbligati a prestare soccorso.

    Serve un nuovo impegno europeo efficace, per il contrasto al traffico di esseri umani, per garantire un rapido salvataggio dei migranti e per offrire l’opportunità a tali persone di rivolgersi a tutti gli stati UE per richiedere asilo secondo le condizioni di ciascuno.

    Qui il link dell'intervento alla Camera del Deputato Artini

    Qui il link alla mia interrogazione sull'argomento naufragi - Triton

    Qui il link alla mia interrogazione del 18 marzo 2015 in occasione di un altro naufragio

    Qui il link alla mia interrogazione del 16 aprile 2015 in occasione di un ulteriore naufragio

    Qui il link alla mia interrogazione del 11 maggio 2015 in occasione di un altro naufragio

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