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Tancredi Turco

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  • REFERENDUM COSTITUZIONALE? ALTERNATIVA LIBERA PER IL NO!

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    Probabilmente a novembre gli italiani italiani saranno chiamati a votare il referendum costituzionale.

    ALTERNATIVA LIBERA VOTERA' NO!

    La riforma concentra la maggior parte delle scelte legislative alla sola Camera, riservando ad un Senato di soli 100 membri non eletti dal popolo, una competenza legislativa attenuata, solo per alcune materie, senza togliere il bicameralismo perfetto, anzi complicandolo.

    L’iniziativa legislativa sarà ancora di più appannaggio esclusivo del Governo che avrà un controllo pressoché totale della Camera.

    Si vuole andare verso un "Governo del Primo Ministro" che non vede eguali nelle democrazie occidentali.

    Il disegno di legge, di provenienza governativa, è stato imposto dal Governo alle Camere con tempi strettissimi di discussione parlamentare, ed approvato a colpi di fiducia, con l’uscita dall’Aula di tutte le opposizioni, sia durante l’approvazione di prima lettura che in occasione della votazione finale.

    Il Senato conterà 100 membri eletti dai Consigli Regionali e dai Sindaci fra i loro componenti, con un sostanziale indebolimento della rappresentatività popolare ed il parallelo svuotamento di funzioni legislative che confluiranno nelle prerogative della Camera dei Deputati

    I rimborsi per le spese generali, l’esercizio del mandato e le ragioni di servizio saranno comunque pagati o dalla Regioni o da Palazzo Madama: il risparmio sarà dovuto alla sola riduzione del numero dei Senatori, non dall’eliminazione dei rimborsi che rimarranno invariati.

    I Senatori a vita, peraltro, manterranno l’attuale status giuridico ed il relativo trattamento economico.

    Complessivamente, il risparmio ammonterebbe a 67 milioni euro in un bilancio annuale complessivo di circa 800 miliardi euro, praticamente un risparmio di meno di un decimillesimo di tutto il bilancio.

    La riforma vorrebbe eliminare i contro-poteri costituzionali di controllo della Camera, quale ad esempio il Senato stesso, senza riequilibrare il potere così rafforzato con altri contro-poteri interni alla Camera di vigilanza e controllo dell’attività legislativa.

    L’articolo 70 viene ampliato enormemente, consegnando l’iter legislativo alla più completa confusione applicativa negli otto diversi sistemi di voto per l’approvazione di una legge, in palese contrasto con un’auspicabile semplificazione. I Senatori - Consiglieri Regionali o Sindaci - avranno sempre meno tempo a disposizione per approfondire gli argomenti ed esprimersi con competenza.

    Per la presentazione delle proposte di legge d’iniziativa popolare, non immediatamente applicabile, viene aumentato il numero di firme necessarie da 50’000 a 150’000. Non viene posto alcun limite alla maggioranza parlamentare che potrà anche stravolgere la legge, ovvero rigettarla.

    Sebbene il CNEL non abbia dato i risultati sperati e si sia rivelato, a tutti gli effetti, un ente scarsamente produttivo, la sua abolizione viene sottolineata come una grande conquista dell’attuale riforma. Ed invece, sarebbe stata sufficiente una legge brevissima per sopprimere il CNEL anziché attuare una riforma ben più ampia che cela lo stravolgimento della Carta Costituzionale.

    Resta il nodo dei dipendenti CNEL: quale sarà il loro destino?

    Per evitare, quindi, che questa riforma disorganica possa venire attuata provocando, un eccessivo accentramento di poteri nelle mani del solo Premier e della sola Camera, una certa confusione nell'iter legislativo ed una eliminazione dei contro-poteri all'azione governativa con lo svuotamento del significato del voto per l'elezione diretta dei rappresentanti, ALTERNATIVA LIBERA VOTERA' NO!

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