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Tancredi Turco

Tancredi Turco

II COMMISSIONE GIUSTIZIA COMITATO PER LA LEGISLAZIONE CONSIGLIO DI GIURISDIZIONE COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA
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  • RIFORMA DELLA MAGISTRATURA ONORARIA: NON TUTELATI I DIRETTI INTERESSATI

    2012

    La Camera ha approvato definitivamente la legge delega per la riforma della magistratura onoraria che comprende i Giudici di Pace, i Giudici Onorari e i Vive Procuratori Onorari, grazie ai quali il sistema giustizia in Italia non è ancora arrivato al collasso.

    Il decreto interesserà molti aspetti della magistratura onoraria in merito alle regole d’accesso, alla retribuzione e durata degli incarichi dei giudici onorari.

    In relazione alla competenza per valore del Giudice di pace il limite viene innalzato da 5.000 euro fino a 30mila euro per i crediti, e da 20mila euro a 50mila per gli incidenti stradali.

    Viene aumentata anche la competenza in materia penale: alcune fattispecie di reato come minaccia e furto perseguibile a querela, abbandono di animali e contravvenzioni riguardanti animali o specie vegetali protette, commercio e vendita di fitofarmaci e rifiuto di fornire le generalità alle forze dell’ordine, saranno trattate dal giudice di pace.

    Il decreto prevede l’unificazione dei magistrati onorari nell’unica figura di giudice onorario di pace (GOP), i quali potranno ricevere incarichi per quattro anni, rinnovabili solo una volta, quindi per un massimo di 8 anni.

    Questo DDL ha provocato un ampio dibattito in relazione al metodo utilizzato per innovare la materia della magistratura onoraria che da anni cercava una sua collocazione sistematica organica all’interno della giurisdizione italiana.

    Molte critiche sono state sollevate dal prossimo termine di decadenza del 31 maggio che vede la decadenza dall’incarico di molti giudici di pace, i quali erano stati prorogati, da ultimo, nella legge di stabilità.

    Il decreto quindi dovrebbe entrare in vigore entro la data del 31 maggio e soprattutto entro quella data dovranno essere stati emanati i decreti attuativi previa rilascio dei consueti pareri delle competenti Commissioni Parlamentari a pena dello stallo di migliaia di procedimenti civili e penali in tutta Italia. Una inutile quanto deleteria corsa contro il tempo che ha lasciato poco spazio al dibattito, con il sistematico diniego a brevi proroghe che potessero almeno garantire una continuità delle funzioni di questa giustizia di pace che è la più vicina al cittadini.

    Con la decadenza di tali giudici di pace Alternativa Libera si chiede come si possano organizzare gli uffici, i presidenti dei tribunali ed i dirigenti che devono organizzare il lavoro, stante questo termine così stringente?

    Oltretutto tale decreto ha avuto una genesi antidemocratica se consideriamo l’atteggiamento tenuto dal Governo sulle modalità di approvazione del provvedimento: ogni discussione è stata blindata e sono stati rifiutati centinaia di emendamenti che proponevano richieste degli operatori della giustizia che da anni attendevano una risposta normativa adeguata.

    Ricordiamo, infatti, che questo provvedimento interesserà circa 5.500 giudici onorari che esercitano pressoché le funzioni di altri 8 mila cittadini magistrati togati.

    Meglio si sarebbe potuto incidere con un decreto legge che effettuasse una proroga delle funzioni dei magistrati di pace ed onorari sino al dicembre 2016 per poter così consentire a tale disegno di legge una congrua discussione parlamentare anche in seno alle Commissioni al fine di un più approfondito esame di una materia così delicata come la magistratura onoraria, chiamata a reggere le sorti della maggior parte delle cause in essere in Italia.

    Infine l'aspetto più grave e rilevante è quello che ha investito le tutele di questi “operatori” della giustizia i quali si vedranno sostanzialmente riconoscere una forma di previdenza sociale e assistenziale ancora del tutto insufficente.
     

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