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Tancredi Turco

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  • Incendio al Carcere di Verona - Sindacati Polizia Penitenziaria: situazione insostenibile

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    In data 7 aprile 2015 presso la Casa Circondariale di Verona in località Montorio, verso mezzogiorno, si è sviluppato un incendio: le fiamme hanno distrutto un materasso e si sono poi estese ad un armadietto, si apprende dalla stampa che il bilancio degli intossicati è di 13 persone: undici agenti di Polizia Penitenziaria e due detenuti.

    Alcuni degli intossicati sono stati dimessi in breve tempo, mentre altri otto, un detenuto e sette agenti della Polizia penitenziaria, sono stati invece trattenuti nella camera iperbarica del Polo Confortini all'ospedale cittadino di Borgo Trento.

    L’incendio sarebbe stato provocato da un materasso dato alle fiamme in una cella della seconda sezione maschile riconducibile ad un gesto per protestare contro le condizioni di vita nel carcere.

    Quest’episodio s’inserisce in un contesto nel quale vi è stato un susseguirsi di segnali che volgono al deterioramento generale delle condizioni di vita e lavoro nel carcere veronese.

    I sindacati del Sappe, Osapp, Cisl-Fns, Cgil-Fp, Ugl Polizia penitenziaria lamentano che la situazione nel carcere di Verona sia al limite: nel 2011 tra episodi di autolesionismo, tentati suicidi ed aggressioni si contano 200 casi, prima dell’insediamento dell’attuale direzione, nel 2012 c’è stato il raddoppio dei casi problematici, poi triplicati nel primo trimestre del 2013 con inevitabile innalzamento dello stress lavorativo.

    Nel 2014, quindi, nel solo penitenziario scaligero si sono contati 32 tentati suicidi di detenuti, sventati in tempo dai poliziotti, 169 atti di autolesionismo, 181 colluttazioni e 44 ferimenti.

    Ulteriormente le stesse sigle sindacali riferiscono altri problemi in ordine alla disciplina interna del carcere in quanto risultano decaduti innumerevoli rapporti disciplinari nei confronti di detenuti indisciplinati, non risulterebbe più garantito un servizio di vigilanza continuo in concomitanza con l’orario cambi per cena e pranzo, anche a giudicare dal fatto che gli ultimi episodi violenti si sono verificati proprio in concomitanza con il cambio turno pranzo o cena.

    La situazione, quindi, appare piuttosto tesa, con le rappresentanze sindacali che non riescono a trovare un dialogo efficace con la dirigenza dell’istituto veronese che dovrà tenere in considerazione le lamentele presentate, se non si vuole diminuire l’efficienza e la sicurezza di agenti e detenuti all’interno del carcere.

    Sul punto ho provveduto a presentare un'interrogazione al Ministro della Giustizia.Qui il link.

    Qui la richiesta di convocazione urgente del Coordinamento Unitario Sindacale Polizia Penitenziaria di Verona

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