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Tancredi Turco

Tancredi Turco

II COMMISSIONE GIUSTIZIA COMITATO PER LA LEGISLAZIONE CONSIGLIO DI GIURISDIZIONE COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA
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  • RIFORMA PROCESSO CIVILE, COME CAMBIA L'AFFIDAMENTO DEI MINORI
  • RIFORMA PROCESSO CIVILE, COME CAMBIA L'AFFIDAMENTO DEI MINORI

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    Nella seduta del 10 marzo 2016 la Camera ha approvato la Delega al Governo per l'efficienza del processo civile che è stato immediatamente trasmesso al Senato (S. n. 2284)

    Tra le novità grande importanza è tributata alla riforma dei tribunali per i Minorenni con l'istituzione delle sezioni specializzate per la persona, la famiglia e i minori.

    La legge delega, che propone un'articolata riforma del diritto di famiglia in primis in tema di competenza, riscrive anche aspetti procedurali che interessano particolarmente alcuni snodi controversi dell'affidamento dei minori.

    Avevo proposto in discussione alla Camera il mio emendamento n. 1.41, volto a prevedere che, per i procedimenti aventi ad oggetto l'affidamento dei minori "non matrimoniali", ossia i minori nati da coppie non sposate, vi fosse la possibilità per il giudice del tribunale di delegare un altro giudice della sezione famiglia con il compito di sentire i genitori ed eventualmente, in alcuni casi, anche il minore, con la specifica finalità di coltivare una soluzione conciliativa tra i genitori che abbia quale primo interesse la soddisfazione dei diritti e dei bisogni del minore, lasciando come ultima e solo eventuale la fase del processo vero e proprio, dedicata alla soluzione dei casi più difficili nei quali non si riesca a raggiungere un accordo.

    Sebbene il mio emendamento, che avevo già proposto anche in Commissione Giustizia, non sia stato approvato, noto con piacere che se ne trovi traccia nel testo definitivo ora trasmesso al Senato all'art. 1 lettera b) numero 13) dove si fa riferimento alla "valorizzazione dei poteri conciliativi del giudice con il ricorso anche alla mediazione familiare".

    Inoltre al punto 13.1.3. uno dei criteri direttivi evidenzia la possibilità che il presidente della sezione specializzata per la famiglia possa, anche delegando altro giudice, sentire le parti, procedura che sinora era prevista solo per i procedimenti di affidamento di minori nati all'interno del matrimonio.

    Considero, quindi, l'introduzione di questi principi e criteri direttivi il raggiungimento di un obbiettivo per il quale ho indirizzato la mia azione politica sin dall'inizio della legislatura e che mi ha condotto anche a rappresentare direttamente al Ministro Andrea Orlando nell'incontro tenutosi il 21 aprile 2015 questo tipo di istanze volte alla più ampia tutela del minore, alla completa applicazione della bigenitorialità ed all'istituzione del tribunale della famiglia.

    Mi auguro sinceramente che il Governo sappia fare buon uso di questa delega per realizzare, anche dal punto di vista procedurale e della prassi, un reale rispetto dei diritti dei minori per la loro crescita armoniosa e serena ed un equo bilanciamento dei diritti tra i genitori nel segno di un affidamento condiviso che sia quanto più possibile bilanciato nei diritti-doveri e temporalmente paritario.

    Qui trovate il testo del Disegno di Legge n. 2953-A «Delega al Governo recante disposizioni per l'efficienza del processo civile» Approvato il 10 marzo 2016
     

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