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Tancredi Turco

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    La Fondazione lirica Arena di Verona è stata commissariata dal Ministro Franceschini, dopo che la stagione lirica estiva 2016 era stata messa a rischio.

    Da qualche anno la Fondazione Arena di Verona, che gestisce le rappresentazioni liriche dell’antico anfiteatro “Arenavive momenti segnati da un forte indebitamento: i media locali riportano le critiche della mala gestio dovuta al management del consiglio d’indirizzo della Fondazione.

    Secondo tali critiche la direzione della Fondazione Arena non sarebbe riuscita a valorizzare adeguatamente questa grande risorsa per la città di Verona capace di generare, in corrispondenza con il festival lirico estivo, oltre 400 mila biglietti per gli spettacoli all’aperto ed un indotto per la città di oltre 500 milioni di euro annui.

    Nonostante ciò permane una situazione di dissesto resasi veramente preoccupante e manifesta negli ultimi 3 anni: nel bilancio 2014 si contano otre 30 milioni di passività.

    L'arrivo del Commissario Straordinario Fuortes si è reso necessario per dare continuità alla stagione lirica 2016, ormai alle porte, e parallelamente  per verificare la possibilità di rispettare i parametri indicati dalla legge Bray, secondo i quali l’equilibrio di bilancio dovrebbe essere raggiunto entro 3 anni, cioè il 2018, a pena della liquidazione coatta amministrativa;

    Il sindaco Tosi aveva invitato le maestranze ad accettare il taglio del personale secondo il piano del nuovo direttore operativo Dott.ssa Francesca Tartarotti.

    Stante il mancato accordo con le sigle sindacali per il piano di ristrutturazione del personale, Tosi aveva dichiarato alla stampa di preferire la liquidazione coatta amministrativa della Fondazione, mettendo a rischio 300 lavoratori, oppure l'affidamento della gestione della stagione lirica estiva ad una società privata, l'Arena Lirica spa, sostenuta da una compagine societaria formata da soggetti pubblici, quali il Comune di Verona, la Camera di Commercio di Verona, la Fondazione Cariverona, oltre ad un fondo di investimento ed alcuni privati, che si erano offerti per questa gestione pro-tempore, scatenando accese polemiche in relazione al probabile licenziamento di tutti i dipendenti attualmente assunti.

    Alcuni rappresentanti sindacali dei lavoratori hanno dichiarato ai media che nel contesto di estremo indebitamento per la Fondazione Arena, non era sostenibile il pagamento di € 135.000 annui sino al 2020 per il nuovo Direttore Operativo Francesca Tartarotti, nè lo stipendio di € 200.000 annui per il sovrintendente della Fondazione Francesco Girondini, nè lo stipendio per la figura di un vice-direttore artistico (funzione che non esiste in nessun teatro italiano), cifre grazie alle quali la dirigenza della Fondazione Arena si attesta ai livelli di remunerazione più alti d’Italia nel panorama delle fondazioni liriche italiane.

    Tali rilievi sarebbero avvalorati dal report contabile della Fondazione, redatto dalla società di revisione KPMG nel giugno 2015, che evidenzia negli anni 2012-2014 un “significativo incremento” dei debiti verso i fornitori ed un “sensibile peggioramento” dell’esposizione bancaria.

    La gestione degli ultimi 4 anni avrebbe, pertanto, provocato un peggioramento di circa 23 milioni di euro” della situazione patrimoniale con l’esposizione verso le banche incrementatasi “da 3 milioni nel 2011 a 16,2 milioni nel 2014” mentre i debiti verso fornitori ”da 3,3, milioni nel 20122 a 11,5 nel 2014”.

    Ulteriore capitolo della vicenda è costituito dalla società Arena Extra Srl unipersonale, avente quale unico socio la Fondazione Arena, impegnata nella gestione di tutti gli eventi che non riguardano la musica lirica e che è gestita dallo stesso Sovrintendente della Fondazione Arena quale amministratore unico.

    Questa società avrebbe dovuto costituire un importante collettore di utili da riversare sul socio unico, la Fondazione Arena, ma così non è, l’Arena Extra Srl, infatti, risulta non pagare alcun utile alla Fondazione Arena.

    Inoltre, nel 2013, l’Arena Extra acquista dalla Fondazione un ramo d’azienda per oltre 12 milioni di euro, consistenti in alcune “poste patrimoniali”: costumi, beni a magazzino e documentazioni storiche d’archivio, nonostante la società non avesse i mezzi per far fronte al pagamento.

    Questa cessione di beni sembra sia stata eseguita solo per consentire alla Fondazione di inserire nel bilancio, tra le poste attive, il credito vantato verso Arena Extra (come risultante dalle relazioni della Corte dei Conti delibera n. 44/2015).

    Terzo aspetto che ha appesantito lo stato delle passività dell’ente è costituito dal Museo AMO (il museo dell’Opera della Fondazione Arena) il quale costa alla Fondazione circa un milione di euro all’anno, ottenendo ricavi per soli 100.000 euro annui, così come si evince dalla lettura della “Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria delle FONDAZIONI LIRICO - SINFONICHE” del 2013 della Corte dei Conti, delibera n. 44/2015.

    Si auspica che il commissario Fuortes possa fare chiarezza sulla gestione della Fondazione Arena nel periodo 2008-2016 e che riesca nello sviluppo di un progetto gestionale e artistico di rilancio che garantisca una concreta valorizzazione delle potenzialità della Fondazione Arena quale ente lirico che storicamente, nello scenario europeo ed internazionale della musica lirica, propone spettacoli dal vivo in un contesto strutturale e scenografico unico nel suo genere.

    Sul punto ho presentato un'interrogazione al Ministro Franceschini. Questo il link

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