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Tancredi Turco

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  • Controlli ambientali della Cava Ca' Facci a Dossobuono (Vr). Mancano i dati

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    La cava Ca' Facci in via Mantovana, a Madonna di Dossobuono (Vr), torna a far discutere.

    L'impianto di produzione di conglomerati bituminosi situato in un'area prossima alla città, in gestione alla  Veneta Bitumi, è stato più volte messo sotto accusa dai cittadini della zona per le emissioni dell'impianto che emana odori irrespirabili e nauseabondi.

    Tale impianto era stato recentemente riaperto il 23 maggio 2014 dopo che, nel dicembre 2013, era stato imposto dalla Provincia il fermo delle attività.

    Il provvedimento emesso prevedeva la «temporanea sospensione dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera» a seguito del superamento del limite di legge per le emissioni di benzene rilevato dall'Arpav (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto) nel settembre 2013.

    L'Arpav ha, infatti, installato nella prima metà di agosto 2014 una centralina di rilevamento per registrare il tipo ed i livelli di emissioni che fuoriescono dai camini della Veneta Bitumi, all'interno della cava a Madonna di Dossobuono.

    Purtroppo si attende ancora di sapere quali siano i risultati di tale monitoraggio poiché il Comune di Verona non rende pubblici i dati relativi ai controlli, sebbene interrogato sul tema si limita a confermare di non aver ancora ricevuto i dati dagli uffici Arpav.

    Ancora oggi i residenti della zona lamentano gli stessi timori per la salute già espressi in passato e lamentano soprattutto la circostanza che a seguito dei rilevamenti effettuati nel 2013 i dati raccolti, hanno portato alla chiusura temporanea dell'impianto da parte della Provincia, per il superamento dei limiti di legge.

    Tali timori sono assolutamente fondati poiché in assenza dei controlli non si può sapere se vengono superati i limiti consentiti dalla legge per le emissioni inquinanti in atmosfera.

    Resta di prioritaria importanza, quindi, conoscere quanto prima i dati relativi alle emissioni di un impianto così vicino alla città per poter tutelare in modo immediato ed efficace la salute pubblica dei cittadini oltre che l’ambiente del territorio veronese.

    In tema di allentamento dei controlli ambientali anche relativamente alla progettata dismissione dell’agenzia Arpav sul territorio veneto, avevo già presentato, il 23 luglio 2014, un’interrogazione parlamentare nella quale esprimevo la mia fondata preoccupazione nei confronti del piano di riduzione degli uffici di tale importantissima agenzia ambientale.

    "Gli uffici ARPA sono l'unica fonte di vigilanza ambientale (acqua, aria, terreni, rifiuti, bonifiche) liberamente a disposizione del singolo cittadino; le emergenze ambientali in Arpa sono all'ordine del giorno e i laboratori servono a questo. La diminuzione indiscriminata dei controlli effettuati rappresenta, perciò, un rischio da evitare."

    Si pretende che il Sindaco del Comune di Verona solleciti con urgenza la Provincia e l’ufficio Arpav territorialmente competente per l’effettuazione dei controlli, perché renda pubblici i dati relativi all’impianto nella cava Ca' Facci di Madonna di Dossobuono.

    Qui il link all'interrrogazione

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