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Tancredi Turco

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  • FONDAZIONE ARENA: NON SERVONO TAGLI AL PERSONALE ARTISTICO

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    L’ultima proposta del Commissario Fuortes per risolvere la crisi dell’Ente Lirico continua a venire declinata in termini aziendalistici con conseguenti tagli al personale.

    La sensazione è che non si voglia risolvere il problema, intervenendo su criticità evidenti a tutti, quanto tentare di creare dei precedenti da applicarsi anche ad altri settori in cui il lavoro è (ancora per poco?) tutelato da contratti che arginano la prepotenza e lo sfruttamento!

    Continuare ad inventarsi soluzioni fantasiose come quella di tagli lineari per 4 milioni di euro o ridurre da dodici a dieci mesi l’impegno lavorativo dei professionisti dell’Ente, è la continuazione di quel gioco perverso che si ostina, in modo trasversale, a non voler considerare l’artista nel novero dei lavoratori, a favore di una più rassicurante figura in tuta blu, col caschetto di sicurezza e le mani callose…

    Smantellare un corpo di ballo di pochi elementi, anziché tagliare i posti di lavoro e gli stipendi dei dirigenti che hanno lavorato, frutto di anni di colpevole assenza di contraddittorio con la maggior parte dei sindacati e dei partiti di opposizione, è sbagliato!

    Fino a quando c’era da mungere, l’Ente è stato usato per finanziare di tutto da tutti, ora che è agonizzante, lo si vuole finire, incuranti di chi per anni ci ha lavorato e dato l'anima!

    Dato che si sta giocando ad invocare ipocrite assunzioni di responsabilità, sarebbe coerente chiamare al sacrificio economico tutti quanti hanno beneficiato di quell’indotto economico sbandierato in ogni frangente in tutti questi anni!

    Chiedere alle istituzioni preposte, indagini rapide e serie su chi e cosa hanno portato al disastro.

    Coinvolgere attivamente gli operatori del turismo (hotel, ristoranti, bar, etc) che risentirebbero duramente di scelte limitanti l’offerta della Fondazione.

    Nessuno vuole mantenere lo status quo, ma non si può non rilevare che si è persa l’ennesima occasione di poter procedere ad un cambio di passo in modo equo e democratico!

    Cambiare significa far posto ad una nuova classe dirigente che agevoli lo sviluppo del territorio il cui potenziale è molto più grande ed inestimabile di quanto non si voglia far capire alla gente.

    Da sottolineare, infine, di come i dati parlino di un contingente di pubblico straniero che assiste alle rappresentazioni “areniane” in crescita, al contrario di quello italiano, in vertiginosa discesa….

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