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Tancredi Turco

Tancredi Turco

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  • Interrogazione su pescatori illegali che distruggono la biosfera acquatica del Po

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    Sarebbero almeno 400 i pescatori dediti alla pesca illegale massiva che operano sulle rive del Po, nella zona da Rovigo a Ferrara, da Mantova al Delta del Po, da Venezia a Ravenna.

    Pescano indiscriminatamente qualsiasi specie, stoccano il pesce in celle frigorifere improvvisate senza alcun rispetto nemmeno delle più elementari norme igienico-sanitarie vigenti e poi vendono il pesce principalmente nei mercati dell'Est europa, ma non solo.

    L'area che abbraccia tutto il corso del grande fiume Po conteggia migliaia di chilometri di acqua dolce, tra fiumi e canali, ed ospita un’ampia varietà di flora e fauna che in questi luoghi ha trovato il proprio habitat ideale, oggi minacciata da questi pescatori senza scrupoli, in gran parte discendenti dal popolo dei Lipoveni, originari del Delta del Danubio, di cui hanno messo a rischio l’integrità ambientale con tecniche di pesca selvaggia, furono costretti ad andarsene per le restrizioni imposte dalle autorità romene e dall’Unesco, trasferendosi da noi.

    Reti di centinaia di metri, apparecchi elettro-storditori e sostanze chimiche, consentono loro di pescare qualsiasi tipo di pesce che si trovi a nuotare in quella zona, provocando effetti devastanti sulla biosfera acquea del fiume che si sta, via via, impoverendo irreversibilmente delle proprie risorse ittiche.

    Occorre attuare un inasprimento delle sanzioni anche penali e consentire un più diffuso sequestro dei mezzi, oppure la sospensione delle licenze di pesca professionale per alcuni periodi od in alcune aree, o ancora l’irrigidimento dei requisiti per ottenerle.

    Parallelamente necessita inserire dette aree sotto la protezione ambientale che salvaguardia gli habitat naturali per attuare una più incisiva repressione dei reati anche per mezzo di un utilizzo più di diffuso delle sanzioni accessorie del sequestro dei mezzi dei pescatori illegali, salvaguardando doverosamente tutte quelle attività di pesca professionale legale che in queste aree vengono, invece, condotte nel pieno rispetto delle normative ambientali ed igienico-sanitarie vigenti.

    Qui trovate la mia interrogazione al Ministro della Giustizia, Ambiente e Salute

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