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Tancredi Turco

Tancredi Turco

II COMMISSIONE GIUSTIZIA COMITATO PER LA LEGISLAZIONE CONSIGLIO DI GIURISDIZIONE COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA
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  • L' ASSURDO TRASFERIMENTO DEL COMMISSARIO TAUFER

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    Da qualche tempo è stato segnalato un caso particolare che ha coinvolto il Sostituto Commissario Margherita Taufer, che da anni presta servizio presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica del Tribunale di Verona.

    La funzionaria, che a detta di tutti i magistrati di quell'Ufficio è un bravissimo poliziotto e che nell’arco di 12 anni di lavoro presso la procura della Repubblica si è guadagnata la stima di tutti i Sostituti Procuratori di Verona, ha partecipato a delicatissime e scomodissime indagini in materia di reati contro la Pubblica Amministrazione, portando ottimi risultati.

    Arriva a scoprire alcuni interessi non proprio pubblici di un alto ufficiale della Guardia di Finanza del comando provinciale di Verona e della di lui consorte, che provocano avvisi di garanzia ed il trasferimento per il finanziere.

    Nel settembre 2013, poi, il Sostituto Commissario Margherita Taufer partecipa alle indagini delegate dal pubblico ministero, a carico del vice Sindaco di Verona e della moglie, che approdano il 17 febbraio 2014 all’esecuzione degli ordini di custodia cautelare per concussione a carico degli stessi.

    In questo procedimento il sostituto commissario viene bersagliato su vari fronti: gli avvocati degli indagati accedono ai brogliacci delle intercettazioni telefoniche riscontrando le trascrizioni di alcune intercettazioni tra avvocati ed indagati, previamente autorizzate dal pubblico ministero, ma che fanno terribilmente infuriare i penalisti oltre ad alcune espressioni irrituali utilizzate anche dalla Taufer per identificare i soggetti intercettati, sulla base di espressioni usate dagli stessi intercettati nel corso delle conversazioni poi trascritte.

    La pubblicazione dei brogliacci scatena una polemica molto accesa.

    Si crea una frattura in procura: il procuratore capo indica il sostituto commissario Taufer quale persona «non più meritevole della fiducia dei Magistrati di questa Procura», mentre, per contro, tutti gli altri sostituti procuratori inviano per iscritto al procuratore capo i propri attestati di stima nei quali dichiarando la Taufer altamente meritevole della loro fiducia.

    Il procuratore capo dispone, comunque, il rientro della Taufer presso la Questura, dove il questore Dott. Gagliardi, le propone a stretto giro un trasferimento alla scuola di Polizia di Peschiera del Garda, che viene però rifiutato.

    
I magistrati della procura, che hanno lavorato con lei per 12 anni, continuano, come prima, ad inviarle deleghe per lo svolgimento delle indagini, costringendo il Questore a porla a disposizione degli stessi giudici.

    La funzionaria Taufer, poco dopo, viene però interessata da un procedimento disciplinare iniziato su impulso dello stesso Questore sulla scorta della considerazione che la sostituta commissaria dichiara di effettuare un monte ore straordinarie eccessivo e, poiché la cosa potrebbe anche costituire reato, l'anomalia viene segnalata in procura.

    Le indagini portano alla repentina archiviazione del procedimento penale poiché si scopre che gli straordinari sono effettuati per attività d'indagine svolte su delega della Procura, anzi, spesse volte, proprio all'interno dei locali della procura stessa.

    Cadono le accuse penali, così come dovrebbe cadere il procedimento disciplinare.
    Ciò tuttavia non avviene e il sostituto commissario viene attinta da un provvedimento di deplorazione avverso il quale propone ricorso al TAR Veneto, dal quale esce vittoriosa ottenendo l’annullamento della deplorazione ed anche la condanna dell’amministrazione alla refusione delle spese legali.

    Il TAR sancisce che la competenza per «il personale in servizio presso ogni altro ufficio non compreso tra quelli indicati», spetta al «funzionario preposto all'ufficio», perciò nel caso della procura della Repubblica è da individuarsi nel Procuratore Capo e non nel Questore.

    Il questore di Verona in data 2 luglio 2014 avviava una nuova contestazione di addebiti nei confronti del sostituto commissario Taufer, ed anche in questo caso le presunte manchevolezze così contestate sarebbero avvenute in un periodo nel quale la Taufer rivestiva il ruolo di ufficiale di polizia giudiziaria presso la procura della Repubblica, di talché si configurava nuovamente il difetto di competenza già evidenziato dal TAR Veneto in sede di annullamento del primo provvedimento disciplinare.

    Le sanzioni disciplinari sembrano essere state assunte senza il rispetto di tutte le norme che di volta in volta risultano applicabili a ciascuna singola fattispecie.

    Il primo procedimento disciplinare, poi annullato dal TAR Veneto a causa dei gravi ed evidenti vizi rilevati, andrebbe valutato dai competenti organi in relazione ad eventuali profili di responsabilità amministrativo-contabile in capo al soggetto che lo ha attuato;

    Nella mia interrogazione (che trovate al link qui sotto) chiedo al Ministro dell’Interno se vi siano state ovvero se siano ipotizzabili violazioni di legge o regolamentari relativamente alle azioni disciplinari poste in essere dal Questore di Verona e rivolte alla Taufer, tali da comportare, visto l'esito, una responsabilità in capo al soggetto che le ha promosse.

    Qui il link alla mia interrogazione

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