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Tancredi Turco

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  • L'Autostrada Nogara-Mare non è sostenibile

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    Nel decreto “Sblocca Italia” si prevede la realizzazione dell’inutile autostrada regionale Medio Padana Veneta Nogara - Mare Adriatico, c.d. “Nogara-Mare”.
    Quest’arteria autostradale della quale si parla da parecchio tempo attraverserà parte della pianura padana in direzione est-ovest creando, di fatto, un collegamento della Bassa padana con il mare.
    L'intervento intenderebbe potenziare e completare l'asse autostradale medio padano veneto oggi costituito dalla S.S. 434 «Transpolesana», che coinvolgerà con una moltitudine di cantieri ben 32 Comuni, per un totale di 104 chilometri (un casello ogni 8 chilometri ) più altri 64 chilometri di viabilità complementare.
    Uno scempio di cemento che intende asfaltare la bella campagna della bassa pianura padana, interamente coltivata, e che gode ancora di un paesaggio naturalisticamente unico e poco edificato.
    Sul tracciato che s’ipotizza di realizzare ex-novo insiste già l’attuale Transpolesana, o S.S. 434 (oggi gratuita), che sarà “inglobata” nella Nogara-Mare diventando a pagamento e creando parecchi disagi, per molti Comuni del Basso Polesine.
    Viene da immaginare che quei cittadini che usufruiscono di questa strada giornalmente, anche perché a titolo gratuito, cercheranno di riversarsi in altre strade interne, sempre gratuite, anziché pagare il pedaggio che sarà introdotto.
    Ciò potrebbe, realisticamente, condurre alla diminuzione del traffico ipotizzato dai promotori privati dei quest’intervento, causando un’affluenza di gran lunga inferiore alla sostenibilità finanziaria dell’opera.
    Poiché il progetto verrebbe attuato in “Project financing” ciò significa che, se non venisse garantito il passaggio minimo di 25 mila veicoli al giorno, le compagnie private che la gestiranno, non avendo un adeguato ritorno economico, chiederanno alla Regione Veneto il valore del mancato guadagno che non riescono ad introitare dai pedaggi.
    Cioè chiederanno, ancora una volta ai cittadini, di pagare i debiti dell’autostrada secondo il consolidato ed istituzionalizzato sistema degli utili che finiscono nelle tasche dei soliti privati e dei debiti che magicamente ritornano a carico degli enti pubblici e quindi di tutti i cittadini.
    Ci troviamo perciò di fronte all’apertura dell’ennesimo gigantesco cantiere che è ormai anacronistico, non serve minimamente a risolvere il problema del traffico delle aree coinvolte dal progetto, deturpa il territorio e mette in serio pericolo l’ambiente interessato, ponendo a carico della collettività ingentissimi oneri finanziari che meglio potrebbero essere spesi per la manutenzione delle strade esistenti ed il miglioramento della qualità dei servizi al cittadino.
    Sono da sempre stato contrario a questa politica di cementificazione selvaggia del territorio e proseguirò la mia attività di denuncia e di opposizione democratica alla realizzazione di questa dannosa opera.

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