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Tancredi Turco

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  • Tribunale di Verona taglia le udienze penali per carenza di personale

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    Il Presidente del Tribunale di Verona, dottor Gianfranco Gilardi, ha recentemente emesso un provvedimento nel quale limita ad un'udienza a settimana l'attività di ciascun giudice monocratico penale a causa della carenza del personale di cancelleria.
    Poiché è obbligatoria la presenza di un assistente in aula, che deve necessariamente assistere alle udienze penali, questo viene però distolto dal lavoro di cancelleria, quale preparare le udienze, notificare gli avvisi e scaricare le sentenze.
    Con il blocco delle assunzioni, imposto dal susseguirsi di provvedimenti in tal senso degli ultimi governi, il personale che va in pensione non viene sostituito da altre nuove risorse e quindi il personale di cancelleria risulta essere sottodimensionato.
    Non resta quindi che ridurre il numero delle udienze. Oggi, i 10 magistrati della sezione penale (otto magistrati togati monocratici e due magistrati onorari) tengono tra 90 e 110 udienze penali al mese, incluse le udienze collegiali e straordinarie, ottenendo un risultato di sentenze per anno ben superiore alla media nazionale.
    La situazione è ancor più grave se si considera che al giudice monocratico penale di Verona arrivano una percentuale altissima di fascicoli con reati che a breve si prescriveranno, se non nel primo grado di giudizio, di sicuro in Appello.
    Conseguentemente la soluzione adottata dal Presidente del Tribunale è stata quella di fissare due udienze in meno al mese per ciascun magistrato per consentire di "liberare" una parte del personale delle cancellerie dall'assistenza in udienza e consentire loro di fare il proprio lavoro senza affanno, nell'intento di poter assistere ad una riduzione dei tempi decisionali dall'agosto 2016.

    Queste situazioni per le quali i Presidenti dei Tribunali italiani sono costretti, con grande sforzo, a far fronte alle contingenze immediate di carenze di personale e mancanza di fondi disponibili, sono l'effetto dei numerosi e recenti interventi legislativi di carattere disorganico, privi di lungimiranza che accantonano in tal modo l’opportunità di intervenire con sistematicità sull’ordinamento.
    Attendiamo dal Governo misure efficaci quanto durature e riforme strutturali in favore di un settore strategico, quello della giustizia, che può e deve rappresentare un asset fondamentale per lo sviluppo del Paese.

    Qui trovate il testo dell'interrogazione presentata al Ministro della Giustizia

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