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Tancredi Turco

Tancredi Turco

II COMMISSIONE GIUSTIZIA COMITATO PER LA LEGISLAZIONE CONSIGLIO DI GIURISDIZIONE COMITATO PARLAMENTARE PER I PROCEDIMENTI DI ACCUSA
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    La Legge Delega n. 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie e depenalizzazione, rischia di depenalizzare anche i reati che puniscono il maltrattamento degli animali.
    Tra le fattispecie che potranno essere depenalizzate spiccano alcune ipotesi di favoreggiamento personale, i reati di rissa, e minaccia, corruzione e traffico d’influenze, furto semplice, oltre a tutti i reati che puniscono con pene pecuniarie o detentive fino a 5 anni il maltrattamento nei confronti degli animali.
     
    I delitti contro gli animali che soffrirebbero di una sostanziale depenalizzazione sono: il divieto di combattimento tra animali, maltrattamento di animali, uccisione o danneggiamento di animali altrui e uccisione di animali.
    Lo schema di decreto delegato del Consiglio dei Ministri approvato ai primi di dicembre, recepisce le proposte elaborate dalla apposita commissione ministeriale nominata con l’obiettivo di rivedere il sistema sanzionatorio e dare attuazione alla legge delega 67/2014 in materia di pene detentive non carcerarie e depenalizzazione.
    Tale riforma consentirebbe di applicare un nuovo istituto, a tutte le condotte attualmente punite con la sola pena pecuniaria (ammenda o multa) o con pene detentive non superiori nel massimo a 5 anni, in caso di particolare tenuità dell’offesa e non abitualità del comportamento, che diverrebbe causa di non punibilità, portando, quindi, all’archiviazione del procedimento oppure ad una sentenza di assoluzione.
     
    Nell’intenzione del legislatore questa riforma vuole condurre ad una più rapida definizione quei procedimenti caratterizzati da una complessiva tenuità del fatto, evitando l’avvio di giudizi lunghi e complessi (nonché dispendiosi per lo Stato).
     
    Ciò dovrebbe consentire a magistrati e forze dell’ordine di concentrare i propri sforzi, in termini di tempo e denaro, per affrontare con rinnovate energie quelle indagini che sono necessarie per processi complessi, la cui definizione, oggi invece, viene, ritardata a causa di una pluralità di procedimenti relativi a fatti di particolare tenuità, che ingolfano le procure italiane.
    Sarà comunque consentito alle persone offese, di richiedere il ristoro dei danni subiti dal reato, nella competente sede civile.
    Attuando questa delega l’amministrazione della giustizia dovrebbe provocare, nel breve periodo, un’ampia deflazione del carico giudiziario oggi pendente presso i Tribunali.
    I sostenitori del provvedimento ritengono che sarebbe un passo avanti almeno fare pagare, in tempi brevi, una multa salata ai soggetti che si macchino anche dei reati contro gli animali anziché rischiare che i procedimenti cadano in prescrizione, visto l’intasamento dei tribunali.
    Gli stessi sostenitori ricordano, infatti, che a causa della pena inferiore ai 5 anni molti di questi procedimenti finiscono con una sentenza di prescrizione, nel corso del primo o del secondo grado di giudizio, generando una sostanziale e totale impunità degli imputati che non sono condannati a pagare né multe né risarcimenti a causa dell’estinzione del reato.


    Sebbene sia condivisibile una riforma volta ad alleggerire il carico giudiziario dei tribunali attraverso una semplificazione della giustizia penale, si ritiene che depenalizzare i reati contro il maltrattamento degli animali significhi non considerare i diritti di tutti gli esseri viventi.
    Si assisterebbe ad un sostanziale svuotamento anche della legge 198/2004, ed i reati contro gli animali saranno puniti solo pecuniariamente.
    L’esigenza della depenalizzazione non deve portare al venir meno della certezza del diritto e dell’effettività della sanzione penale.
    Alcuni effetti della depenalizzazione sono idonei a generare dubbi di opportunità e di rispetto della legalità in tema della correttezza dei rapporti tra i privati, della protezione della proprietà privata, del buon funzionamento della pubblica amministrazione e del rispetto dei diritti delle persone ed anche degli animali.
    Poiché gli animali sono esseri viventi che, sempre più, gli italiani amano tenere accanto a sé, facendosi accompagnare nel loro percorso di vita è un errore depenalizzare i reati che limitano le pene dei maltrattamenti sia per la brutalità con cui questi reati vengono inflitti ad animali inermi, sia perché spesso la violenza sugli animali è l’anticamera della violenza contro gli stessi esseri umani, come molti paesi del mondo tendono a riconoscere e a sanzionare duramente.
     

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